mercoledì 27 ottobre 2021

Halloween all'italiana 2021

Chi mi conosce sa che non mi piace per nulla la festa delle zucche, specialmente se oscura le ricorrenze religiose di questi giorni, di ben più lunga, cara e vera tradizione. Però ho ceduto, almeno dal punto di vista letterario, nello scrivere un racconto che è stato poi accolto tra le pagine di Halloween all'italiana 2021, antologia curata dal portale internautico LetteraturaHorror.it. Il volume è piuttosto ponderoso (poco meno di seicento pagine) e raccoglie 99 dei 250 racconti pervenuti al concorso. Il mio testo, Mare rimosso è stato selezionato e si trova tra le pagine 20 e 23. Presento, dunque, un singolare fenomeno che si ripropone in ogni vigilia di Ognissanti con sfumature, all'uopo, inquietanti. 

martedì 26 ottobre 2021

I 7 vizi capitali

Una nuova antologia è nata nel "nido" di BraviAutori e ha tema i sette vizi capitali. Per essa, ho scritto un racconto sul peccato di gola, pubblicato tra le pagine 50 e 54. Il titolo è L'arcicocco, cioè un frutto strano, capace di sfamare un popolo di golosi perennemente insoddisfatti. In realtà, sarà mangiato da altri. 

lunedì 25 ottobre 2021

Cuori di fiele

Roberto Virdò, sempre indulgente coi miei scritti, ha promosso un concorso letterario col fine di pubblicare un'antologia dal tema che, almeno inizialmente, mi è parso oscuro. "Cuori di fiele" (questo il titolo) raccoglie opere ispirate "all'ineluttabile tormento". Così ho preparato un testo che avevo in mente già da un po' e l'ho proposto: Il risveglio della crisalide. Il curatore l'ha immediatamente scelto, suggerendo qualche ritocco formale ben gradito. In esso scrivo dei "Santi Rapitori", una bizzarra congrega di persone che ha a che fare con dei bambini strani, incontrati in un giardino prima di un violento temporale. Si legge tra le pagine 112 e 117 del volume lanciato dal sito BraviAutori, una garanzia da anni per iniziative simili. 

giovedì 21 ottobre 2021

Orrore al sole 2021

Con il titolo "Orrore al sole" anche quest'anno - e che estate orribile, davvero - è stata pubblicata un’antologia curata da Letteraturahorror.it che, come di consueto, mi sembra che lavori molto bene. Il numero dei racconti è elevato (sono oltre quattrocento le pagine) e tra le pagine 12 e 16 trova spazio il mio Formicaleone. Vi si legge la storia di un personaggio sfuggente, proveniente da un borgo dell'Assia, giunto da noi pur mantenendo un'insana consuetudine che lo accomuna all'insetto omonimo. Chi volesse saperne di più può sempre acquistare l'antologia. La copertina di Lavinia Morano è molto suggestiva, per gli amanti del genere è un libro consigliato.


lunedì 12 luglio 2021

L'Horror ai tempi del Lockdown 2

Quelli di LetteraturaHorror.it hanno promosso un concorso dedicato alla prosecuzione della limitazione delle libertà personali imposte da Covid19 e suoi derivati. Mi era sfuggita la prima edizione, e mi sono accodato alla numero 2. Hanno partecipato più di 300 racconti e ne sono stati selezionati 56. Tra questi, il mio Fiori di colza (tra le pagine 6 e 9), una sorta di "esperimento": raccontini separati, uno per appartamento, come la separazione è l'imposizione maestra dal febbraio 2020. 

lunedì 24 maggio 2021

Racconti dall'Aldilà

Un mio racconto scritto per l'occasione è stato inserito in quest'antologia da me curata per il Ciclope, dedicata all'Aldilà, in considerazione dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. S'intitola: Tra oggi e domani e narra di un anziano tipografo che rimanda sempre la conclusione del suo romanzo. 

venerdì 7 maggio 2021

Buio presto

Questa volta l'ho combinata grossa: appena pubblicato il racconto (si può chiamare così) Buio presto, ecco cosa ne pensa l'amico giornalista Andrea Emmanuele Cappelli che, assai generosamente, commenta con questa lusinghiera prefazione: 
Se a una prima lettura questo racconto pare descrivere in maniera distopica un futuro a tinte fosche, dove persino l’estinzione dell’umanità - di quel che ne resta, per meglio dire - avviene su base progettuale, organizzata razionalmente con un distacco che nega agli ultimi esseri senzienti l’epica oscura di un’Apocalisse, a un livello più profondo ci si accorge che la storia parla del presente, di un presente già in atto che con la sua forza centripeta sconquassa le fondamenta di ogni prospettiva temporale, storica, sociale, religiosa: umana, infine. 
L’orrido di un monte è un portale che conduce a luoghi distanti, come gli stagni della grande foresta che fanno da sfondo al primo racconto delle Cronache di Narnia. Tempo e spazio sono prima compressi e poi dilatati a dismisura, producendo uno squassamento che annulla i contorni delle cose e le classificazioni (convenzionali, certo, ma necessarie) che fino a oggi hanno garantito all’umanità un riferimento da cui partire, una prospettiva sicura da cui analizzare la propria storia, individuale e di specie. 
Il risultato di questo ‘reset’, messo in atto con l’ausilio delle tecnologie più avanzate, è un big-bang al contrario, dove l’universo in perpetua espansione ripete il percorso inverso fino a comprimere tutta la materia esplosa in un singolo punto: ecco irrompere in questo eterno presente personaggi dai nomi (e dallo spirito) antichi (Nicodemo, Benilde, Eviardo), figure allegoriche dall’aspetto ferino (Rodiola di Valdraga, simile a una lonza), prodigiose metamorfosi, creature uscite dai ‘bestiari’ medievali e dagli avventurosi resoconti di viaggio di epoca tardomedievale e moderna. 
L’intera Tradizione, intesa come complesso delle conoscenze storiche, religiose, sociali, politiche e persino scientifiche dell’umanità irrompe sulla scena, imputato principale del processo che ne prevede la condanna definitiva. Eppure, nonostante la tecnocrazia instaurata da un’élite disincarnata abbia condannato al rogo l’umanità storicamente definita, i prodotti della tecnologia più avanzata hanno nomi etruschi: la tradizione torna a filtrare da ogni anfratto. L’essenza del post-umano resta comunque umana, troppo umana? 
Difficile stabilirlo: non ritengo questa la sede adatta per affrontare un tema così vasto. In questo mio breve scritto non ho voluto neppure esprimermi sullo stile, la struttura, lo spessore artistico e quindi estetico del racconto: non ne ho le competenze, ragion per cui non è questo il punto di vista che ho voluto utilizzare per introdurre la storia che vi apprestate a leggere. 
Questo breve racconto, sviluppato in nove capitoli, non è neppure una ‘storia ispirata dal coronavirus’; di racconti di quest’ultima fattispecie ne sono già usciti tanti e non ne abbiamo letto nessuno (d’altro canto letto uno letti tutti, ça va sans dire). Il nucleo profondo della storia descrive un’umanità prossima a effettuare un’irreparabile e definitiva transizione: se in nome del progresso si fa strame della tradizione (Occidentale ma non solo), cosa resta dell’essere umano? Una società dominata dalla tecnologia applicata alla scienza e dal capitalismo nel suo stadio più avanzato, una società senza più morale rappresenta la fine dell’umanità, non più meritevole neppure del picco lirico dell’Apocalisse? Il quesito resta aperto, come in ogni storia che si rispetti.