lunedì 1 luglio 2019

Leggende, Storie e Miti di altri Tempi

MonteGrappa Edizioni ha proposto pure un nuovo concorso legandolo al filone delle leggende, delle storie e dei miti di altri tempi. Ne è uscita un'antologia che contiene anche un mio raccontino scritto per l'occasione il 23 maggio 2019 e intitolato Agonalia. Si legge tra le pagine 102 e 104 del libro che contiene poco meno di trenta testi sul tema. Il mio racconto è ambientato nei primi anni della storia di Forlì, quando la statua di una divinità fu sostituita causando un esito inaspettato. 

venerdì 28 giugno 2019

Luna 69-19

Dopo una certa assenza, torno a partecipare alle antologie di BraviAutori. Questa, in particolare, è dedicata al cinquantenario dal primo allunaggio. Il titolo è Luna 69-19 e la cura è di Massimo Baglione. Tra le pagine 143 e 147 c'è un mio racconto: Lettera al direttore, scritto il 12 febbraio 2019. In esso si legge di una lettera, appunto, scritta a un giornale da parte di un testimone, nell'indifferenza generale, della partenza della spedizione lunare. 

mercoledì 12 giugno 2019

Racconti Sportivi

Non potevo eludere la sfida ingaggiata da Stefano Andrini e le antologie da lui curate per Historica. Il tema non mi stuzzicava più di tanto ma ho partecipato. Così, in "Racconti Sportivi", antologia in più volumi, si legge, tra le pagine 285 e 287 il mio Gloria del pallonista. Si trova nel secondo tomo della serie. L'argomento doveva essere sportivo, quindi ho pescato uno sport desueto: la palla al bracciale. Il racconto, scritto il 27 gennaio 2019, presenta la storia di un pallonista che vive una partita molto più a lungo di quanto la natura possa concedere. Il libro, patrocinato dal Centro Sportivo Italiano, è più corposo rispetto alle altre raccolte di Historica di Francesco Giubilei quindi si presenta in modo del tutto particolare. I racconti sono eterogenei come di consueto, spero che il mio sia apprezzato. 

mercoledì 29 maggio 2019

Z di Zombie 2019

Ho partecipato al concorso Z di Zombie (il mio purismo porterebbe a scrivere Zombi), giunto alla terza edizione in questo 2019 su iniziativa di Letteraturahorror.it. Per esso, il 3 febbraio 2019, ho scritto di getto Progetto Pelopia. Non ho voluto indugiare sui risvolti morbosi e macabri dell'argomento, invero ho immaginato una vicenda nemmeno tanto irrealistica del progetto inquietante posto in essere dalla Zombelli Biogenetica. I cinque pelopi del racconto, faranno sfuggire di mano l'esperimento tanto esaltato da stampa e bel mondo. Di questo volume mi piacciono molti dei testi (50 racconti selezionati tra i 150 pervenuti) e la copertina, opera di Ivo Gazzarrini. Riscontro però che il libro, seppur elegante nel suo complesso, sia stato assemblato con una certa fretta. In effetti la sua pubblicazione è stata assai veloce. 

venerdì 24 maggio 2019

Sono ragazzi!

Dopo un periodo di inattività sono tornato a scrivere per i Cahiers di MonteGrappa Edizioni. Ne è nata così la XXXI antologia della serie, avente l'adolescenza come tema ("Sono Ragazzi!). L'ho presa molto alla larga, proponendo un racconto che avevo scritto qualche anno fa ed era rimasto inedito, riscrivendone il finale per l'occasione. Il titolo è Quel capello e racconta delle suggestioni date da un capello bianco sulla fronte stempiata di un non più giovane personaggio. Riuscirà a strapparselo e vivrà una seconda adolescenza. 
Il libro di 100 pagine è curiosamente scritto con caratteri piuttosto grandi e per l'impaginazione ho visto di meglio. Grande pregio è che è fuori dai soliti giri di siti per la pubblicazione (con costi di spedizione talora elevatissimi) e arriva comodamente a casa con il più sobrio piego di libri. In ogni modo si tratta di un piacevole compagno di comodino.

lunedì 8 aprile 2019

Sedici-Diciotto

Ho raccolto, in un libro di circa cento pagine, tutti i miei racconti scritti tra il 2016 e il 2018. Il titolo, appunto, è Sedici-Diciotto
I testi sono volutamente in ordine cronologico. Per il resto, affido a Enrico Teodorani, autore dell'introduzione, una presentazione di questo piccolo volume

I primi racconti di Umberto Pasqui che ho letto li ho trovati sparsi su antologie di autori vari uscite per diversi editori. Non è stato un colpo di fulmine immediato, eppure mi sono reso conto quasi subito che, mentre i nomi degli altri autori mi scivolavano addosso e la loro presenza o meno su un’antologia passava per me quasi inosservata, di lui mi ricordavo. Perché, al di là della riuscita del singolo racconto, Umberto Pasqui è uno scrittore inusuale. Non perché cerca a tutti i costi il finale più sconvolgente, non perché scrive con verbosità flamboyant oppure al contrario con uno stile ultra-minimalista, non perché cavalca le mode editoriali del momento: a dire il vero rifugge da tutto questo. Pasqui sembra voler fuggire dalla normalità e dall’ordinario anche quando sceglie i nomi dei suoi personaggi (Ordigno Mascalzini detto Ghigno nel racconto “Vicini di Casa” sull’antologia “Ventidue Pallottole”, oppure Stelvio Sparagnini nel racconto “Oceania” sull’antologia “Costellazione 21”), tutti con un sapore tanto arcaico da risultare spesso quasi posticcio, eppure pieni di spontanea giocosità e quindi di “verità”. Pasqui rifugge anche dai canoni dei “generi”, basta leggere un qualsiasi suo racconto pubblicato su un’antologia che dovrebbe essere dedicata al giallo, alla fantascienza o all’orrore: l’autore accetta il vestito dell’occasione per il suo racconto, ma alla fine “fa la sua cosa” sempre. E questa coerenza nel perseguire un tipo di racconto a volte sbilenco o bizzarro, ma sempre personale, mi ha conquistato, tanto che – non appena mi sono trovato nelle vestiti di curatore di antologie “di genere” – l’ho sempre voluto fra gli autori, ben sapendo che da lui non avrei ottenuto un racconto noir o un racconto horror nel senso più stretto del termine. Ma sapevo anche che mai si sarebbe adagiato sui cliché del genere. Anzi, specie nei racconti fantastici, Umberto si è sempre sforzato di compiere un’operazione secondo me sacrosanta, ovvero la ricerca di una via al fantastico svincolata dalla tradizione letteraria anglosassone e legata invece alle tradizioni locali: proprio per questo alcuni racconti miei e di Umberto, per quanto diversi stilisticamente, potrebbero essere accomunati sotto la definizione di “gotico romagnolo”. Su questa antologia sono raccolti tutti i racconti di Pasqui scritti fra il 2016 e il 2018. Per scelta precisa di Umberto sono pubblicati in ordine cronologico di scrittura, perché in tutti ci sono riferimenti a cose che ha vissuto o appigli alla realtà di quel momento, per cui, leggendoli in fila, si può costruire una sua biografia frammentaria degli ultimi anni, seppur solo emotiva o umorale. Ed è proprio per questo che vale la pena leggere questa raccolta: non si tratta solo di storie, neanche nel caso, come già detto, dei racconti di genere. In ogni suo racconto Pasqui ci vende un mondo. Il suo mondo.
Enrico Teodorani

martedì 26 marzo 2019

Il birraio di Romagna


Una sintesi dell'avvicente vicenda di Gaetano Pasqui è raccontata tra le pagine de Il birraio di Romagna. In meno di 70 pagine si ripercorre la storia della più antica birra artigianale italiana con riferimenti anche al presente. Il testo è frutto delle ricerche storiche di Umberto Pasqui. La Premiata Fabbrica di Birra Gaetano Pasqui - Forlì è stata rifondata nell'estate del 2016.

Nel 1835, un giovane romagnolo inizia a produrre la birra in casa. In breve, s'ingegna a coltivare il luppolo e a impiantare una vera e propria fabbrica artigianale. Gaetano Pasqui, forlivese, avviò così una produzione domestica di successo che lo arricchì grazie alle sue intuizioni geniali. E, in tempi in cui le viti erano in difficoltà, sognava la Romagna terra del luppolo.