giovedì 2 ottobre 2014

Kriminal.e

Pubblicato da circa un annetto, è sempre nuovo. In effetti si pone come una raccolta di "raccolta di gialli evoluti" (La "e" è un chiaro riferimento all'elettronica). Che cosa significa?  Nella prefazione del curatore, Massimo Baglione, si legge: "Nel mondo letterario incontriamo fin troppi scrittori convinti di saper scrivere un giallo interessante, ma pochi di loro riuscirebbero effettivamente a narrare una storia solida e avvincente sotto l'obbligo di seguire una determinata traccia. I dodici autori (...) hanno avuto il coraggio di comprovare con i fatti le loro abilità artistiche".
La "traccia" di cui si parla è la richiesta, nel bando, di scrivere racconti gialli contenenti elementi tecnologici legati all'elettronica moderna. Il concorso che ha dato luogo all'antologia è una produzione di BraviAutori; ambientazioni, tempi, stili diversi rendono interessanti e gustose queste 140 pagine. Il giallo assume le tinte del nero, o del grigio, sfumando nelle ansie e nelle angosce di un inizio secolo così difficile come quello che stiamo vivendo. La contemporaneità, così, entra tutta, proiettando la lettura, più che in un immaginifico futuro, in una ri-lettura del presente.
Kriminal.e è, dunque, un esperimento ben riuscito.
 
L'antologia, con la suggestiva copertina di Diego Capani, contiene testi di Tullio Aragona, Nunzio Campanelli, Lorella Fanotti, Lodovico Ferrari, Emanuele Finardi, Concita Imperatrice, Angelo Manarola, Francesca Paolucci, Antonella Pighin, Alessandro Renna, Enrico Teodorani.
 
Ci sono anch'io, tra le pagine 93 e 100, con il racconto Zeno Zero, da me scritto nell'estate 2013.
Vi si legge di un inconsapevole personaggio che viene proiettato in un gioco virtuale da alcuni ragazzi annoiati, divenendo all'improvviso l'involontario protagonista di una vicenda piuttosto inquietante. E se di notte, guidando da soli in una strada isolata, v'imbattete in un gatto che vi guarda...
 
Per saperne di più:
 

2 commenti:

  1. Una gran bella antologia (e non lo dico soltanto perché sono uno degli autori presenti).

    RispondiElimina